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Molinaro: Giudizio negativo dell'UDC sul DDL per le Autonomie locali. Emendamento per istituire la figura del Garante degli Amministratori locali
L'UDC del Friuli Venezia Giulia, in vista della discussione in Aula del DDL n. 153 in materia di sistema Regione-Autonomie locali, esprime un giudizio negativo nei confronti di tale provvedimento.
Lo fa attraverso un comunicato del Capogruppo UDC al Consiglio regionale ROBERTO MOLINARO, relatore di minoranza, il quale afferma che "si tratta di un disegno neocentralistico regionale che, a livello ordinamentale, mette in discussione il ruolo 'identitario' delle Province, privilegiando il rapporto diretto Regione-Comune e sostenendo il formarsi di aggregazioni sovracomunali, con finalità realizzative e programmatorie, gli ASTER, con ciò scomponendo l'area vasta stessa.
"Tale dimensione territoriale -prosegue la nota- è sott'ordinata rispetto alla Regione, dal momento che gli obiettivi sono fissati dalla Regione stessa e le risorse economiche destinate agli investimenti sono frutto di negoziazione tra Regione e soggetti istituzionali che promuovono l'ASTER. Tale impianto strategico -secondo l'esponente politico- non è la valorizzazione dell'autonomia locale, ulteriormente sancita dal principio di equiordinazione di cui all'articolo 114 della Costituzione. Alla fine -prosegue- il tutto si tradurrà in disegno riformatore solo apparente e poco virtuoso, quasi una restaurazione, con un governo regionale più forte ed una autonomia locale limitata, ma soprattutto, di fatto,una volontà di 'controllo' di Comuni e Province, 'ingabbiati' in una miriade di relazioni concertative e relazionali, che sicuramente non favoriscono né il pluralismo istituzionale, né l'autonomia e in particolare quella finanziaria".
Dopo questa premessa generale, Molinaro precisa "che durante le sedute del 23 e 24 novembre solleverà diverse altre questioni, come quelle sulle città metropolitane, sulle comunità montane e sul federalismo fiscale, ma per il momento si limita a ribadire l'opportunità di istituire un Garante degli amministratori locali, quale organismo regionale di supporto all'attività dei componenti elettivi e di nomina degli organi degli enti locali.
Tale soggetto istituzionale -viene precisato- andrà a sostituire l'analoga figura che la Giunta regionale aveva precedentemente proposto non per gli amministratori bensì per le Autonomie locali, formulazione ritenuta completamente inadeguata e bocciata in Commissione.
"Da qui l'iniziativa dell'UDC -si afferma nella nota- di presentare un emendamento istitutivo del Garante, con sede nella città di Udine presso la struttura regionale competente in materia di autonomie locali, che fornisca il supporto logistico, tecnico-operativo e di segreteria. Esso potrà operare, altresì, presso le strutture regionali negli altri capoluoghi di provincia. Sarà nominato dall'Assessore regionale competente in materia di autonomie locali, previa intesa con il Consiglio delle Autonomie locali. Potrà essere nominato nella carica colui che abbia svolto per almeno dieci anni funzioni di dirigente della pubblica amministrazione, ovvero di magistrato, ovvero di docente universitario di materie giuridiche. La carica sarà incompatibile con quelle di amministratore locale o regionale o di dirigente di qualsiasi livello di una forza o movimento politico. Un servizio utile per gli amministratori -conclude Molinaro- per fornire un momento di consulenza e di supporto all'attività non tanto dei Comuni o delle Province, che sono dotati di uffici e possono accedere a consulenze, quanto piuttosto a quella dei singoli eletti nei consigli, già fortemente limitati nel ruolo dall'elezione diretta dei vertici di Comuni e Province. Una questione di efficacia della democrazia rappresentativa che nell'ambito di questa legge quadro deve trovare una risposta".
Trieste, 21 novembre 2005
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