Mentana intervista Pier Ferdinando Casini

Pier Ferdinando Casini Pier Ferdinando Casini rilancia la battaglia dell’Udc per le preferenze e chiama in causa direttamente Silvio Berlusconi.
Il leader dell’Udc è salito oggi sul palco della festa di Chianciano Terme, intervistato da Enrico Mentana, e si è rivolto direttamente al premier: “Non ha bisogno di vincere truccando le regole - ha detto - non abbia paura delle scelte degli italiani, non neghi la possibilità di scegliere e non abolisca le preferenze. Voglio chiedere a Berlusconi, del cui sentimento democratico non dubito, di mettere lo sbarramento che vuole, ma non tolga ai cittadini il diritto-dovere di scegliere”.
Se però questo appello non sarà raccolto, l’Udc è pronto alle “barricate in Parlamento”, ha assicurato Casini, contro quello che considera un “vulnus” insopportabile.
A questo proposito, Casini ha anche ringraziato Veltroni, D’Alema e Rutelli per l’appoggio a questa battaglia, sottolineando che il segretario del Pd “non fa un favore all’Udc ma a se stesso perché ha capito che non deve più cadere nelle “trappole” di Berlusconi.
Quanto alle affermazioni di Berlusconi (“il distacco dell’Udc dalla Casa delle Libertà è stato doloroso. Certo spiace, ma questo fatto ha rappresentato anche un vantaggio”), Casini ha replicato: “Sono parole che ci feriscono ma il nostro partito non può permettersi un fallo di reazione. Saremmo autolesionisti se per rispondere alle parole di Berlusconi andassimo a sinistra: noi siamo al centro e qui restiamo. Dobbiamo dimostrare che l’area moderata ha dei protagonisti che siamo noi e da qui nessuno ci può spostare”.

Casini boccia poi l’ operazione Alitalia che definisce “pessima” ma, aggiunge: “Spero che la mediazione di Berlusconi abbia successo”. Quindi manifesta seri dubbi sul federalismo presentato dal Governo, che secondo il leader Udc produrrà un aumento della spesa, e commenta le parole di Fini sull’antifascismo: “Cose – spiega- che in una democrazia matura non dovrebbero aver bisogno di precisazioni”.

Quanto ai rapporti col Pd sottolinea: “Con il Pd abbiamo un rapporto corretto e anche se so che qualcuno tra di noi non vorrebbe neanche che prendessimo il caffè con il Pd, non scandalizziamoci se parliamo con il Pd, perché quando ci parla Berlusconi tutti applaudono ed è divinizzato”.
Comunque sia, assicura, “noi idealmente siamo un’altra cosa: se come l’Unione di centro facessimo la Margherita del 2010 faremmo un errore straordinario”.
Dunque “parliamo con tutti” ma l’Udc avrà “mani libere” sulle alleanze, che non vuol dire non farne, a partire dalle amministrazioni locali (ma non a Bologna, dove “Cofferati è il peggior sindaco del dopoguerra”): “Vogliamo far pesare la nostra forza - ha detto - anche nelle amministrazioni locali. Noi siamo al centro e facciamo alleanze dal centro”.
Casini, infine, ha lanciato la “sfida” per la scadenza delle europee: “Per noi saranno molto importanti - ha concluso - perché i finti colossi potrebbero dimostrare di avere i piedi di argilla”.







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