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Gruppo Regionale di Lavoro
sulle Autonomie Locali


Coordinatore: Mario Revelant
Gruppo Lavoro:Sasco Roberto, Zappalà Leonardo, Callegaro Mattia, Cescutti Giancarlo, Cappello Arturo, Irrera Roberto, Di Martino Antonino, Piutti Igino, Fabris Federico, Venturini Roberto, Cruder Giancarlo, Cortiula Gianni

Il Gruppo di lavoro è stato costituito il 21 settembre 2005

Si occuperà delle questioni concernenti le Autonomie Locali, esaminando le varie proposte legislative ed amministrative attinenti, direttamente o indirettamente, le Autonomie Locali per delineare, su delega o impulso della Direzione Regionale del Partito, una linea ufficiale da condividere con gli Amministratori Regionali e Locali UDC. Oltre a fornire pareri, il Gruppo ha anche un proprio ruolo propositivo. Attualmente Il Gruppo è impegnato nell’esame del DDL giuntale 153 sul riordino delle AA.LL


aut.locali@udc-fvg.it

DOCUMENTI

CONTRIBUTO DELL’ESPERTO DOTT. ANTONINO DI MARTINO SULLA BOZZA DEL DDL 153
Il disegno di legge non sembra risolvere i problemi delle Autonomie Locali del Friuli Venezia Giulia e, diverso dai precedenti testi, sembra essere stato “confezionato” rapidamente senza ben cogliere l’importanza dell’Autonomia riconosciuta alla Regione. Concordo, pertanto, con l’intenzione di non procedere con l’iter preventivato (punto 4) dell’allegato.
Come già sostenuto in altre occasioni, ritengo che: – sia condivisibile la prima parte del disegno di legge (Titolo I e Titolo II Capo I); – serva una legge veramente innovativa nel particolare sistema delle Autonomie Locali del Friuli Venezia Giulia: cioè un Testo Unico – Ordinamento moderno, che disciplini con spirito “aziendalistico” l’organizzazione (politico-istituzionale, amministrativo – gestionale) ed il funzionamento degli Enti Locali, valorizzando le risorse umane e le professionalità, ridisegnando la “geografia dei comuni”; – non serva una legge che disciplini principi e norme fondamentali con scopi primari quelli di:
a) “moltiplicare gli organismi”, con conseguente dispersione di risorse finanziarie e decremento dello sviluppo economico – territoriale e dei bisogni sociali;
b) ridimensionare i poteri delle province; – non sia coerente nè accettabile l’estensione dell’articolo 8 che si limita a dettare insignificanti criteri e condizioni per la costituzione delle “città metropolitane” da … istituire con successiva legge regionale:
superfluo il rinvio;
– vadano rivisti ed incrementati i poteri delle province accrescendone il ruolo e l’importanza;
– ci sia un illogico e confuso mescolamento di funzioni e poteri fra comunità montane, province, aster (difesa del suolo tutela e valorizzazione dell’ambiente, sviluppo del territorio, ecc.).
L’impostazione del disegno di legge non è innovativa nè coerente con la disciplina del D.Lgs.267/00 – T.U. nazionale;
– gli aster possono essere costituiti ma devono trovare “punto d’appoggio, riferimento e coordinamento” nelle province che svolgerebbero le funzioni amministrative, organizzative, gestionali ed eserciterebbero in “linea principale” i poteri riservati agli aster che diventerebbero così organismi di “consultazione” a favore e nei confronti delle province:
collegamento fra “territorio ristretto” ed “area vasta”; conseguenza: risparmi di risorse, snellimento delle funzioni, maggiore efficacia;
– vada ridimensionato il potere del consiglio delle autonomie locali per non ostacolare troppo le decisioni politico – amministrative della regione e l’alta programmazione a questa riservata. Le politiche regionali vanno sostenute anche con le intese ed i pareri.
L’ideale sarebbe: dare poteri agli organi monocratici territoriali inferiori (sindaci, presidenti, ecc.) facendoli partecipare ai processi decisionali che spettano alla regione (per materie specifiche) anche presenziando in aula:
conferenze “regione -territorio”, partecipazione in giunta e/o consiglio regionale, ecc.;
– superflua la figura del garante delle autonomie locali se si prevede la “partecipazione attiva degli organi periferici monocratici” nel processo decisionale.
Superflua la costituzione di una struttura per fornire supporto giuridico, tecnico operativo e di segreteria (eccessiva moltiplicazione di strutture quando già esistono ma con denominazioni diverse).
.... Salvo “dirimere conflitti” ben precisi;
– il DDL sia da rifare: non è all’altezza del prestigio e ruolo strategico, a livello internazionale, del Friuli Venezia Giulia.
Spero di essere riuscito nell’intento di dare un modesto contributo e mi scuso per la brevità dei concetti, velocemente espressi.
Colgo l’occasione per augurare buon lavoro e rivolgere i miei saluti ai componenti del gruppo, nonché al Segretario regionale che spero d’incontrare al più presto.
A. D.M.

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